Benvenuti!
Mi presento come le persone educate: sono Giacomo Lagona e scrivo di politica internazionale da abbastanza tempo da aver capito che il problema non è la complessità del mondo, ma il fatto che fingiamo non ci riguardi. Ho seguito elezioni, crisi, guerre e cambi di equilibrio con un’idea semplice: è sempre meglio capire prima dove vanno le cose, che stupirsi dopo.
Non sono un esperto in senso stretto, e pur scrivendo per riviste di settore non corro dietro alla notizia, cerco di capire cosa c’è sotto. Racconto la geopolitica come una storia, perché le storie restano in testa, i report no.
Ho scritto “Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca” assieme a uno bravo, e “Il decennio che ha rotto il mondo” uscito poco tempo fa.
Linea di faglia
Linea di faglia si chiama così perché le faglie sono invisibili finché non si muovono, e quando si muovono cambia tutto. È il posto in cui provo a raccontare il mondo senza credere di scrivere la Bibbia e senza semplificare troppo: collego i puntini, spiego i vincoli, e perché quello che succede lontano finisce sempre per bussare alla porta di casa.
Quando arriva: ogni martedì (e, straordinariamente, quando serve).
Cosa trovi: analisi lunghe, tecniche quanto basta, comprensibili sempre.
Le due verticali
Oltre alla principale, ci sono due collaterali a cui puoi abbonarti separatamente:
Americana scrivo di Stati Uniti e di elezioni americane, di persone che hanno fatto la storia o che la faranno.
Asiatica è uno spazio laterale, senza cadenze fisse, dove scrivo di Asia e soprattutto di Cina.
Il sogno nel cassetto
Politica internazionale obbligatoria a scuola. Dall’asilo. Come l’intelligenza artificiale in Cina, ma con meno distopia. Perché la politica estera non è una materia per pochi o per esperti. È qualcosa che dovrebbe far parte dell’educazione di base. Tipo leggere, scrivere e imparare l’inglese a sei anni. Anzi, forse prima. Chi non capisce il mondo in cui vive non è libero di scegliere. È libero di farsi scegliere.
Vivo a Pordenone. Che è in Friuli, non in Veneto.
Inizia da qui
Ora un po’ di cose per gli abbonati (le trovate anche nella mail di conferma, qui è solo un promemoria).
Burocrazia
Grazie per esserti iscritto a Linea di faglia e soprattutto grazie per sostenere il progetto.
D’ora in poi, comincerai a ricevere le newsletter nella tua casella di posta. Ma puoi sempre visitare la mia pagina Substack per leggere le faglie già pubblicate.
Un paio di dritte
Se per caso non dovessi trovare la newsletter nella tua casella Posta in arrivo, controlla per favore anche la cartella Spam. E per evitare che ciò accada, segna questo indirizzo email come “non è spam”.
Se per pura sfortuna non riesci ancora a trovarla, dai un’occhiata alla cartella Promozioni, a volte la trovi lì. Nel caso trasferiscila tra le Principali, così è sempre sott’occhio.
Ricordati che puoi leggere tutti i post di Linea di faglia anche dal sito. E se hai apprezzato quello che scrivo, dai un'occhiata e abbonati anche ad Americana e Asiatica, le sezioni in cui analizzo i fatti importanti di Stati Uniti e Asia.
Grazie ancora del supporto, se ti va consiglia questa newsletter e parlane con i tuoi contatti: più siamo, più le cose diventano interessanti.
Proponi una presentazione
Vuoi organizzare una presentazione di “Il decennio che ha rotto il mondo” nella tua libreria, biblioteca, festival o associazione?
Inviami un messaggio indicando luogo, data e formato dell’evento. Rispondo a tutti.
Unisciti alla squadra
Partecipa alla sezione commenti o sostieni questo progetto ora con una promessa di abbonamento a pagamento. Non è obbligatorio, però raccogli un’incredibile quantità di punti-stima.
Qui c’è un sondaggio per i nuovi abbonati: daresti un’occhiata?
Per saperne di più sulla piattaforma tecnologica che alimenta questa pubblicazione, visita Substack.com





