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Avatar di Giacomo Lagona

Sono completamente d'accordo, non aggiungo nulla a quanto detto.

Avatar di Ronnie

Un quadro completo che ci lascia, come europei, in uno stato di incertezza: non è tanto capire se alle dichiarazioni di Macron & Co. seguiranno davvero i fatti, quanto la sensazione complessiva che dà il contesto, guardando al passato e ai possibili scenari futuri. Essenzialmente la conferenza stessa certifica definitivamente un ordine “in demolizione”, ma non so esattamente quanto la frattura transatlantica nasca per "scaricare" gli europei o per ripristinare vecchi equilibri. Mi spiego.

Personalmente ritengo che gli USA abbiano strutturalmente lavorato per mantenere un assetto di tensione controllata, una sfumatura di guerra-fredda. Trump ha semplicemente, nel suo stile, reso tutto più evidente, avendo anche la consapevolezza che politiche nazionalistiche/anti-europeiste mantengono saldamente il rapporto "feudale" (gerarchico, se vogliamo essere più soft) US-EU.

Rapporto che l'America trumpiana non vuole fare venire meno, ma al contrario, riportare ai fasti degli anni 60 ( Charles de Gaulle ci aveva visto giusto) dello scorso secolo: un rapporto sbilanciato prima di tutto sul piano economico.

In questo quadro, “scaricare” più rischi e costi sull’Europa (difesa, produzione, debito, ricostruzione industriale) può diventare funzionale a mantenere un rapporto strutturalmente asimmetrico, incitando nuovi muri verso altri competitor globali (p.e Cina).

La cosa che possiamo augurarci in definitiva è che un'Europa unita, federata o come la si voglia intendere, nasca da un vero presupposto di indipendenza, da un'unione di intenti e non come risposta al comportamento di Washington.

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